Come funziona l’ELVeS?

L’energia laser danneggia le pareti del vaso sanguigno restringendole e quindi chiudendo la vena in modo che in sangue non possa più fluirvi attraverso.

La perdita della vena è un problema?

No. Nella gamba ci sono molte vene e dopo il trattamento il sangue che prima riempiva la vena “difettosa” viene deviato verso le vene sane per permettere il ritorno verso il cuore.

Quali sono le complicanze di questa procedura?
Ogni procedura medica potenzialmente presume delle complicanze, tuttavia la procedura ELVeS  ha incontrato soltanto effetti indesiderati minori.

Il laser espone a rischi?
No. Al paziente saranno forniti occhiali speciali che dovrà indossare per proteggere gli occhi; è solo una precauzione contro l’accidentale accensione del laser quando la sonda non si trova all’interno della gamba.

Quali sono le alternative all’ ELVeS ?
Tradizionalmente le vene safene mal funzionanti venivano trattate chirurgicamente (legatura e stripping), in anestesia generale e praticando almeno due incisioni: una per tagliare e legare la vena, l’altra per rimuoverla. Rispetto alla tecnica chirurgica, l’ ELVeS comporta rischi minori, un periodo di recupero più breve, costi inferiori e nessuna cicatrice.

Sono disponibili altri trattamenti mini-invasivi?
Sì. Quelli più diffusi sono la scleroterapia guidata dall’ecografo (terapia iniettiva). Esiste un elevato rischio di dover trattare nuovamente la vena safena, tuttavia è un eccellente alternativa per il trattamento cosmetico delle vene visibili.

Quali sono i risultati ottenuti con l’ ELVeS ?
I risultati sono stati estremamente favorevoli, con percentuale di successo sovrapponible a quella del convenzionale approccio chirurgico, finora considerato il trattamento di eccellenza. L’ ELVeS normalmente rimuove le cause della maggior parte delle patologie da reflusso venoso ma in alcuni casi può essere necessario affiancare terapie addizionali e/o complementari.